La storia come bene pubblico. Spi Cgil Foggia inaugura l’Archivio della Memoria Ritrovata

Un archivio di “public history”, per recuperare e raccontare la grande storia del movimento operaio e bracciantile della Capitanata, che ha scritto pagine straordinarie nel lungo percorso del riscatto e dell’emancipazione del mondo del lavoro in Puglia e nel Mezzogiorno. Basato su un ricco patrimonio fotografico, documentale e multimediale, l’Archivio della Memoria Ritrovata è stato promosso dallo Spi Cgil della provincia di Foggia, in collaborazione con Cgil e Spi Cgil Puglia, Cgil Foggia, Auser, Anpi e Fondazione Foa. Il sito sarà on line a partire dal 30 maggio prossimo, all’indirizzo web https://memoriaritrovata.it. Verrà inaugurato durante una manifestazione pubblica che si svolgerà, sempre il 30 maggio, alle ore 17.00, nell’Auditorium della Camera del Lavoro di Foggia (via della Repubblica, 68), con gli interventi di Alfonso Ciampolillo, segretario generale Spi Foggia, Maurizio Carmeno, segretario generale Cgil Foggia, Gianni Forte, segretario generale Spi Puglia. Le conclusioni saranno svolte da Francesco Palaia, responsabile nazionale del Progetto Memoria dello Spi Cgil. A presentare il progetto sarà Geppe Inserra, che ha curato la costruzione dell’archivio, assieme a Arturo Santarcangelo, webmaster, e a Matteo Carella, la cui collezione fotografica, interamente digitalizzata, rappresenta il nucleo fondante della base dati offerta ai visitatori. Sezioni particolari dell’archivio sono dedicate alle lotte popolari per il metano, che negli anni Sessanta del secolo scorso infiammarono le popolazioni del Subappennino Dauno, ai protagonisti del movimento operaio e bracciantile, alle lotte per il lavoro. L’idea di fondo è che la storia è un bene pubblico, che va messo a disposizione della comunità come strumento di conoscenza del passato e di consapevolezza del presente. «L’inaugurazione del sito e dell’archivio – afferma il segretario generale Alfonso Ciampolillo – non è un punto d’arrivo ma piuttosto l’inizio di un percorso nel quale intendiamo coinvolgere tutti i depositari della memoria popolare e collettiva della nostra terra. Lavoreremo con le nostre leghe per reperire altra documentazione. La nostra idea è che un archivio è tanto più utile se è aperto: chiunque lo desideri può contribuire, mettendo a disposizione per la digitalizzazione i materiali di cui è in possesso.»

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