Certe camere del lavoro somigliano a musei, anzi sono qualcosa di più. Sono grumi di storia pubblica da riscoprire, echi del passato da ascoltare, atmosfere di lotte per la giustizia sociale da ritrovare.
Una Camera del Lavoro capace di regalarti subito un’emozione così è quella di Andria. Nel grande salone campeggia un ritratto di Giuseppe Di Vittorio, sotto un’epigrafe.
Non c’è nulla di retorico, o convenzionale. Ma l’uno e l’altro sono autentici e importanti pezzi di storia.
Il quadro è stato dipinto da un autore pugliese d’eccellenza, Carmine Conversano, che la critica indicava quale “pittore della povera gente” per la sua capacità di percepire il clima culturale della sua terra ed il suo momento sociale.
Conversano è uno degli autori più noti e fecondi del territorio della provincia ofantina. Suoi sono gli affreschi che adornano il Capellone del SS.Salvatore nella Cattedrale di Andria.

La data del dipinto (1957) coincide con quella dell’epigrafe sottostante che ricorda la visita di Di Vittorio alla Camera del Lavoro di Andria. È verosimile supporre che il quadro sia stato esposto per la prima volta al pubblico proprio in quella occasione.
«Qui il 22 – 10 – 1957 Peppino Di Vittorio sostò in fraterno simposio con i compagni andriesi», si legge sulla pietra. Il grande sindacalista incontrò i lavoratori di Andria durante il tour elettorale in Puglia che lo vide anche a Gioia del Colle e San Severo. Sarebbe stato l’ultimo, nella sua Puglia. Qualche giorno dopo, il 3 novembre, sarebbe stato stroncato da un infarto.
Di Vittorio aveva già partecipato quell’anno alle grandiosa manifestazione popolare che si era svolta il 20 maggio per celebrare il 50° anniversario della fondazione della Casa del Popolo. Il segretario generale della Cgil aveva parlato ad un’immensa folla (20.000 persone). Quello stesso giorno i braccianti della zona avevano scioperato per il rinnovo del contratto di lavoro. Ad Andria, l’adesione era stata totale.
Il momento è ricordato nella mostra fotografica permanente «Di Vittorio e la sua Puglia», promossa dallo Spi Cgil Puglia all’interno dell’itinerario culturale «In cammino con Di Vittorio». Sarà inaugurata prossimamente e resterà esposta nella Camera del Lavoro di Andria, la cui importanza storica è richiamata da un’altra epigrafe, murata a sinistra, in cui si legge:
RICORDANDO CON GRATITUDINE QUEI
LAVORATORI ANDRIESI CHE 100 ANNI ADDIETRO
MENTRE LOTTAVANO PER LA LORO EMANCIPAZIONE
COSTRUIVANO QUESTA “CASA DEL POPOLO”
OGGI CGIL
E A QUANTI NE HANNO CONTINUATO LA STORIA
PER LA GIUSTIZIA, LA LIBERTÀ E LA DEMOCRAZIA
ANDRIA 20 MAGGIO 2007
Più sotto, a conferma di quanta storia pubblica si sia sedimentata tra questi muri, una targa ricorda il sacrificio di Paola Clemente, la bracciante morta di lavoro nei campi di Andria, il 13 luglio 2015.

Le sorprese non sono ancora finite. All’esterno, piazza Di Vittorio ospita uno dei più bei monumenti dedicati al leader della Cgil: quattro pannelli su creta che raccontano la forza del movimento dei lavoratori, il riscatto e l’emancipazione del proletariato, efficace sintesi del profondo rapporto che legò Di Vittorio ad Andria.
Anche in questo caso, si tratta di un «monumento d’autore». A firmarlo fu Alfredo Verdelocco, notevole artista, romano di nascita e coratino d’adozione, su un’idea dell’architetto Franco Nanni.
Geppe Inserra
Se volete approfondire e guardare altre immagini, scoprite le nostre Memorie ritrovate:
Di Vittorio dipinto da Carmine Conversano
Di Vittorio e i lavoratori raccontati da Franco Verdelocco
La Camera del lavoro di Andria, museo di storia pubblica









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